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La relatività dopo Einstein

 
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Giornale di Fisica, n.2, luglio-settembre 1994, Biblioteca, pag. 239

La relatività dopo Einstein
di V. De Sabbata

(Giuseppe Arcidiacono, La relatività dopo Einstein. La teoria degli universi ipersferici, Di Renzo Editore, Roma 1991)

È un buon libretto che affronta un particolare elemento di quella che è la relatività dopo Einstein e cioè la teoria degli universi ipersferici.
È un tentativo che l’autore segue da diversi anni e che parte dalla teoria degli universi di Fantappié, una teoria che è basata sul gruppo di Luigi Fantappié (il gruppo «proiettivo» di Fantappié).
In tal modo, secondo l’autore, si trova una legge di addizione delle durate simile a quella di addizione delle velocità della relatività ristretta di Einstein, e quindi si trova anche una durata limite, che a prima vista può sembrare enigmatica, è legata al fatto che nella geometria non euclidica ogni punto sta sempre a distanza infinita dai punti dell’assoluto (che si presentano, questi ultimi, come singolarità iniziale, finale).
Il gruppo di Fantappié fornisce anche la legge di espansione (o, viceversa, di collasso) dell’Universo e lo spostamento verso il rosso con in più la possibilità di velocità superiori a quelle della luce è costante e non può essere superata solo localmente; ma le velocità di recessione delle galassie sfuggono a tale limite perché esse sono praticamente in quiete in uno spazio che si espande con velocità che può essere iper-c. Quindi è possibile che alle grandi distanze esistano oggetti, come le quasar, che si allontanano da noi a velocità iper-c).
Infine, secondo l’autore la relatività proiettava cioè il gruppo di Fantappié permette anche di superare la contraddizione che sembra esistere tra distanza di una quasar, ricavata dalla velocità di fuga, e dimensioni dell’Universo al tempo in cui la quasar ha emesso la luce che oggi percepiamo.
Ovviamente uno può essere d’accordo o non con l’autore, ma, comunque, è un libretto che vale la pena di leggere.